Ecco una classifica personale dei miei cinque videogiochi preferiti:
5. Assassin’s Creed
Ai piedi del podio abbiamo una saga indimenticabile sia per me che per il resto del mondo: la saga di Assassin’s Creed, che mi ha fatto emozionare dal primo avvio dell’Animus fino a… no be’, non all’ultimo, e questo è proprio il motivo per cui occupa il posto più basso della classifica. Le emozioni più belle, purtroppo, sono finite quando ho chiuso per l’ultima volta il piratesco Black Flag; da lì in poi tutto è cambiato, soprattutto con quel flop succhia-anima che era Unity e ancor di più quando Ubisoft ha deciso di aggiungere meccaniche GDR al brand action-adventure, il tutto in un open world fin troppo vasto. Ammetto, però, che Odissey ha coperto un lungo periodo videoludico, e mentirei se affermassi che non mi ha lasciato nulla: nel bene e nel male, mi ha regalato varie emozioni, facendomi innamorare del personaggio principale (nel mio caso Kassandra) e del mondo di gioco, con le stupende terre e isole della Grecia Antica. Così come Valhalla che, oltre a farci sentire dei veri vichinghi, ha proseguito nella sua narrazione per ben due anni dall'uscita fino al 6 dicembre scorso, quando abbiamo assistito alla fine dell’epopea di Eivor. In conclusione, anche se riesce a regalarmi ancora qualcosa, la Saga degli Assassini che combattono i Templari si porta inevitabilmente dietro la malinconia e la nostalgia dei vecchi titoli. Chissà se saranno cancellate dal promettente Mirage, in arrivo quest'anno, che sembra riprendere lo stile e le meccaniche con cui Assassin’s Creed si è fatto conoscere.
4. Life is Strange
Ai piedi un po’ più alti del podio troviamo l’umile ma potente Saga di Life is Strange. Era il non così lontano 2015 quando sentii parlare di questo strano titolo per la prima volta, ma solamente nel 2016 presi la decisione di comprarlo e giocare tutti e cinque gli episodi ormai belli che usciti e raccolti nella Complete Season, appagando quel senso di curiosità che ardeva silenzioso dall’anno prima. Non avrei potuto fare scelta migliore, perché iniziai così una personale avventura che non sospettavo minimante continuasse negli anni con il prequel Before the Storm, il breve ma intenso Le fantastiche avventure di Captain Spirit, lo spettacolare ed emozionante Life is Strange 2 e il colorato Life is Strange: True Colors. Una saga che emoziona, una saga che commuove e che ti fa ragionare su molti aspetti della vita a volte anche attraverso temi di fantasia; un’avventura grafica che spero con tutto il cuore Dontnod Entertainment continui negli anni, lasciando come tema principale quell’iconica umiltà nella consapevolezza di una vita strana e soprattutto difficile ma assolutamente affrontabile, con o senza poteri sovrannaturali.
3. Red Dead Redemption 2
Al gradino più basso del podio cavalca fiero Red Dead Redemption 2, targato Rockstar Games. Il primo gioco si è evoluto in un sequel degno del precedente e nettamente migliore, rivelandosi più di un semplice GTA nel Far West: è una storia di redenzione e di scelte che hanno conseguenze; è un gioco che ti fa chiedere “Che tipo di persona sono?”, e ti porta a ragionare sul significato delle parole “buono” e “cattivo”, con il combattuto ma intrepido John Marston prima, e con l’amatissimo Arthur Morgan poi. In Red Dead Redemption 2 non esiste giusto e sbagliato, esiste una scelta, e quella è solo tua...
2. Uncharted
Poche sono le saghe che sono riuscite a farmi affezionare ai personaggi tanto da ricordarli con malinconia e simpatia. Quella di Uncharted ha centrato in pieno il bersaglio, meritandosi a mani basse la medaglia d'argento. Già reduce dal capolavoro indiscusso di casa Naughty Dog, The Last of Us, sapevo di andare incontro a un'altra grande perla, ma sinceramente non mi sarei aspettato un tale coinvolgimento, dovuto dal gameplay dinamico, da una trama ben strutturata e da personaggi caratterizzati egregiamente. Non posso che essere fiero di aver recuperato tutti e quattro i titoli e di aver giocato lo spin-off L'Eredità Perduta quando uscì nel 2017, vivendo un'escalation di bellezza ed emozioni in compagnia del ladro di tesori Nathan Drake e dei suoi fidati compagni. Come avrebbe detto l'avventuriero Sir Francis Drake, “Sic Parvis Magna”: “Da umili origini, verso grandi imprese”.
1. The Last of Us (Parte I e II)
Chi mi segue sui social sa che al primo posto non poteva non esserci The Last of Us, Parte I e Parte II: un qualcosa di potente che ha messo radici nel mio cuore e da lì non se n’è più andato. Un po' come l'infezione da Cordyceps. Ho già parlato molto della Parte II sui social, ma qui vorrei scrivere della mia esperienza completa e più che altro di The Last of Us come un tutt’uno, perché di fatto è quello che è. Certo, ci sono delle differenze notevoli tra le due parti: la prima è molto più varia dal punto di vista delle ambientazioni, ma la seconda presenta un’innovazione su più fronti, soprattutto per quanto riguarda il gameplay, la grafica e le modalità di gioco (così come il recente remake della Parte I). Dal punto di vista della trama, la prima è una storia di speranza, la seconda di vendetta; insieme, sono una storia di umanità: gli ultimi di noi, che cercano di sopravvivere in un mondo infetto e pieno di insidie, tentando di non perdere ciò che più li denota come essere umani: le emozioni e i sentimenti. Come la speranza, appunto; il senso di sopravvivenza stesso; l’amore e l’amicizia. Forse proprio questi due sono tra i più importanti, come dimostrato più volte in entrambi i giochi. Di fatto sono i rapporti tra i personaggi che delineano di più l’essenza di The Last of Us, una storia che sa trasmettere qualsiasi cosa in modo genuino e naturale, così come farebbe un ottimo film o una bellissima serie tv. A proposito, cosa ne pensate della serie HBO di The Last of Us, in corso su Sky dal recentissimo 16 gennaio e con Pedro Pascal e Bella Ramsey nei panni dei protagonisti Joel ed Ellie? Io non è che non vedevo l’ora che arrivasse, non vedevo proprio l’orologio! Ovviamente da parte mia non mancherà una recensione a serie terminata. Inoltre, chissà come continuerà questa eccezionale saga di videogiochi, dopo il misterioso multiplayer in uscita quest'anno: che sia una Parte III la prossima ad arrivare o un The Last of Us 2 (e non Parte II) come dicono alcuni, io sarò pronto ad accoglierlo e a giocarlo. A viverlo. Possano volerci anni e anni, non importa: quando un gioco risiede nel cuore, il tempo non conta.
Voi che mi dite? Che ne pensate di questi gioconi? E qual è il vostro videogioco preferito? Fatemelo sapere nei commenti!
Una riflessione personale che unisce una piccola analisi del romanzo "Il giovane Holden" al film "Chapter 27", nonché un omaggio a uno dei più importanti cantanti della storia: il grande John Lennon.
Lorenzo "John" Lapomarda è un giovane scrittore di racconti d’avventura, fantascienza, fantasy e action horror. Il suo racconto Cute - Volti senza luce è risultato vincitore in numerosi concorsi letterari.
Amante di libri, fumetti, film, serie tv, videogiochi e della cultura pop a tutto tondo, da sempre si è dilettato a scrivere storie e a sceneggiarle, fino a diventarne anche regista e interprete come si può vedere dal canale YouTube iJohn Duemilaventuno.
Con Il Papavero Solitario desidera scrivere e descrivere i propri mondi, gli universi interiori che ha imparato a conoscere, quelli in cui, con un po' di immaginazione, si può udire la sottile voce delle parole scritte.